Se fai CrossFit si vede

Se fai CrossFit si vede


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Cercando su Google fotografie ed immagini inerenti al CrossFit appaiono sempre atleti ed atlete in perfetta forma che mostrano corpi sani, tonici e muscolosi. Tuttavia il CrossFit non è il solo sport che permette di raggiungere questo tipo di condizione fisica e ciò rende più complicato distinguere chi lo pratica da chi invece si dedica ad altri tipi di attività fisica se non fosse per una caratteristica unica che solo i CrossFitter possiedono: i segni lasciati sul corpo dai WOD.

Come tutti sanno il CrossFit è uno sport multi disciplinare che include ginnastica, sollevamento pesi e condizionamento metabolico; una somma di attività che oltre ai benefici combinano tra loro anche lividi, ecchimosi, cicatrici, ferite ed escoriazioni. D’altro canto chi pratica il CrossFit non se ne fa certo un problema e anzi, proprio come in una famosa scena del film “Lo squalo” in cui Quint e Hooper si vantano delle rispettive cicatrici, il CrossFitter è sempre fiero dei “segni della battaglia” che porta.

Ad onor del vero va detto che non tutti i segni lasciati sul corpo dagli esercizi sono uguali nel senso che ve ne sono alcuni tipici dei principianti, dovuti generalmente a mancanza di esperienza ed altri da “veterani” legati ad una pratica assidua e di lungo corso. Ma andiamo per ordine e vediamo di descriverli tutti dalla testa ai piedi. Letteralmente.

TESTA
Solitamente poco visibili poichè nascoste dai capelli, le sferzate ricevute durante i Double-unders o talvolta anche i Single-unders, sono uno tra i segni più tipici del principiante. Le “speed ropes”, le corde da salto, sono si veloci, leggere e maneggevoli ma sono anche poco inclini a perdonare coloro che perdono la concentrazione o il ritmo. Le più “cattive” in questo senso sono quelle con il cavo di acciaio le quali se è vero che permettono di essere molto veloci, prima o poi lasciano il loro bel ricordino sulla calotta cranica. Per fortuna niente di grave.

MENTO
I principianti ed i Push-press/Push-jerk hanno quasi sempre un problema che sta nel fatto di capire che quando il bilanciere sale sopra alla testa, quest’ultima deve essere tirata indietro per farlo passare. Le prime volte la coordinazione può non essere perfetta ed a rimetterci è il mento il quale riceve una bella botta la cui intensità e visibilità sono direttamente proporzionali alla spinta ricevuta dalle braccia. Se si usa il PVC all’inizio qualche ragione ci deve pur essere e sicuramente il fatto di imparare bene il movimento minimizzando i danni è una di esse.

COLLO
Sempre in tema di Push-Press e Push-Jerk chi non ricorda il bilanciere appoggiato sulla trachea quando ancora la mobilità dei polsi era poco più che un concetto senza senso? Il bilanciere sale, evita la testa e poi torna nella cosiddetta rack position, appoggiandosi inevitabilmente sul collo. Anche questo è un tipico fenomeno che accade ai principianti e che con il tempo si impara a gestire ed evitare.

CLAVICOLA
Qui siamo decisamente nel campo dei veterani e dei Power Clean. Non che i principianti siano immuni ma diciamo che i Power Clean immaturi, solitamente. terminano prima di arrivare a termine. Sebbene chiunque vi dirà che l’appoggio ideale del bilanciere al termine di un Power Clean sono i deltoidi, occorre tenere conto che non tutti ne hanno di sufficientemente sviluppati e che pesi di un certo calibro portano inevitabilmente il bilanciere a sbattere sulle clavicole provocando ecchimosi ed arrossamenti vari.

AVAMBRACCIO
Di colore blu, come ogni livido, quelli lasciati dai Kettlebells, specialmente a seguito degli Snatch, si formano solitamente sull’avambraccio all’altezza dell’articolazione radio-carpale. Talvolta anche l’interno del polso può mostrare questo livido da Kettlebell. Anche in questo caso, nonostante si cerchi di porre attenzione alla tecnica di esecuzione degli esercizi, la stanchezza ed i ripetuti urti della palla di ghisa contro l’avambraccio lasciano sempre il segno.

Sempre sull’avambraccio, ma su tutto l’arto in generale, è possibile trovare ancora segni della corda usata per i Double-Unders. In effetti si tratta di uno degli esercizi che si notano di più.

MANO
Vesciche prima, calli poi e di nuovo vesciche sanguinanti se si insiste. Questa è la sequenza dei danni alle mani provocati da Pull-ups e Toes-to-bar. I veterani hanno ovviamente calli tanto più duri quanto più dolorosi rispetto ai principianti, solitamente posizionati in corrispondenza dei legamenti metacarpali superficiali. Esiste poi una seconda famiglia di calli che si sviluppano tra le falangi prossimali e mediale di indice, medio ed anulare causate dai Deadlift, o meglio, dalla zigrinatura del bilanciere durante la fase di assestamento e stacco. In questo caso però dei guanti possono aiutare.

GINOCCHIO
Lividi in corrispondenza della tuberosità della tibia sono il segno inequivocabile dei Burpees, specialmente per chi invece di eseguire correttamente la fase di piegamento sulle braccia a gambe tese, preferisce risparmiare tempo gettandosi letteralmente sui ginocchi. Anche qui il classico livido blu, talvolta accompagnato da un’escoriazione dovuta al pavimento rigido del Box, sono quasi sempre presenti.

GAMBA
La gamba, per tutta la zona tibiale è tipicamente vittima ancora una volta dei Double-Unders ma anche di Box Jump. Chi non si è mai preso uno spigolo di una cassa o di un gradino negli “stinchi”, lanci la prima pietra. Qui esiste la possibilità di ferirsi in modo piuttosto profondo e a volte anche doloroso. Un’altra tipica escoriazione che spesso sfocia in una ferita, specie se non si usano protezioni come ad esempio calze lunghe, è l’abrasione della pelle sulla tibia causata dai Deadlift che, se eseguiti nel modo giusto, prevedono che il bilanciere si trovi il più vicino possibile al corpo. Anche questo è un segno tipico dei veterani.

A questo punto qualcuno, particolarment preoccupato, potrebbe chiedersi quali sono i modi per evitare tutto questo. Beh, ecco, visto che il CrossFit è anche studio e ricerca vi diciamo che molti di questi segni si possono evitare. A voi scoprire come.

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