Reset

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Quando si inizia a fare CrossFit i primi risultati non tardano ad arrivare e l’netusiamo ci spinge a voler fare sempre di più fino ad arrivare alle prime qualificazioni per accedere a qualche gara ed in questi casi, solitamente, ci si rende conto che il proprio livello di preparazione non è ancora sufficiente andando quindi a ricercare il miglioramento continuo. In definitiva la partecipazione a qualunque tipo di qualificazioni non è altro che un modo, forse un po’ brutale, per confrontarsi con quelli che fanno le stesse cose che facciamo noi, ma in altri box ed in contesti diversi. Quelli della qualifica prima e della competizione poi, sono momenti di confronto costruittivo per rendersi conto del nostro livello ma anche dello stato dell’arte generale del CrossFit.

Come già abbiamo avuto modo di dire altre volte la differenza tra chi fa CrossFit solamente per migliorare il proprio benessere, diciamo a scopo “ludico-curativo” e chi invece fa il “competitor”, allenandosi cioè per partecipare alle competizioni, sta principalmente nel programma di allenamento che ovviamente nel secondo caso è più intenso e più duro rispetto alla normale programmazione delle classi del Box che, intendiamoci, sono comunque il primo livello obbligatorio per passare poi ai livelli successivi.

Tuttavia dopo un po’ di tempo anche un programma di allenamento da competitor puô arrivare ad un punto di stallo dal punto di vista prestazionale creando non poche frustrazioni in atleti che, ricordiamolo, non sono quasi mai professionisti e dispongono quindi anche di un tempo limitato per potersi allenare in modo efficace.

Ecco, proprio quello è il momento di fermarsi e fare un bel “reset” di tutto quanto, tornando praticamente all’inizio, o quasi, della propria storia atletica. Se infatti da un lato il cosiddetto “plateau”, cioè il punto di stallo, è normale, dall’altro lo si può superare rivedendo tutto il proprio programma di allenamento sotto una diversa prospettiva ed affrontandolo in modo completamente diverso rispetto a prima. La prima cosa da mettere in conto è che se all’inizio vi sono grandi miglioramenti dovuti al fatto che probabilmante prima non vi era nulla, arrivati ad un certo punto, ci si deve iniziare a concentrare sulla qualità dei movimenti. La qualità e la tecnica sono fondamentali per poter migliorare ulteriormente ed è proprio questo uno degli aspetti su cui i competitors lavorano.

Anche l’incremento della forza con il tempo risulta essere meno evidente ma oltre a mentenere i livelli di forza ottenuti con la programmazione del Box, durante le classi, i competitors svolgono programmi di forza specifici e lo stesso dovrebbe fare chi sente di essere giunto ad un punto morto del proprio allenamento a causa del fattore forza. Altro punto da considerare è quello delle skills specifiche; ad esempio un conto è saper fare uno o due muscle-up, un conto è avere tecnica ed energia per poterne fare dieci, venti ed oltre. E qui subentra anche il fattore psicologico perchè se è facile definire all’interno di un gruppo chiuso chi fa meglio cosa, e quindi tributargli gli onori dandogli sicurezza, in un gruppo più ampio anche i migliori, quando incontrano altri come loro, ricevono delle “botte” a livello di autostima che non a tutti fanno benissimo. Da un lato troviamo infatti chi risponde in maniera ancor più competitiva e dall’altro chi si sente sconfitto ed incapace di progredire ancora.

Un buon coaching psicologico è in questi casi un notevole differenziale poichè non solo aiuta a focalizzare i propri pnti deboli e quindi a aviluppare un programma focalizzato sulla loro eliminazione, ma serve anche a dare quella “carica” mentale indispensabile per trovare la volontà di andare avanti e la giusta motivazione senza farsidistrarre da altri aspetti della vita utilizzati spesso come scuse per mascherare il proprio senso di inadeguatezza.

Insomma, se il vostro allenamento è ad un punto morto e vi domandate cosa fare per poter tornare a migliorare, fermatevi, fate un bell’esamo di coscienza, parlate con il vostro coach e ripartite da capo con nuovi obiettivi e nuovi livelli da raggiungere.

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