Quinta batteria

Quinta batteria


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E poi arriva il giorno della competizione. Ti registri, saluti un po’ di amici che come te hanno deciso di partecipare e aspetti che vengo pubblicato l’ordine di uscita delle varie batterie di atleti sperando di non essere nella prima così da poter vedere almeno una volta tutto il WOD eseguito. Pericolo scampato, tu ed il tuo parnter siete nella quinta batteria quindi avete tutto il tempo per fare un warm-up come si deve e studiare una strategia per ottimizzare le energie.

Mentre i pensieri corrono ai suggerimenti del coach, ecco il momento del briefing atleti dove vengono spiegati i WOD ed i movimenti standard. Cose che sai perchè a tua volta sei stato giudice e ti sei trovato piû volte, nelle classi, a spiegare i WOD ma che in questo caso apprendi come se fossero delle novità assolute. Poi solita scarica di domande su cosa è ammesso e cosa no che mettono in risalto gli atleti con maggior esperienza e con il maggior bagaglio di trucchetti, curiosi di capire se si possono utilizzare o meno. E qui capisci quanto l’esperienza nelle competizioni sia importante.

Il momento del warmup che segue è una delle parti più incredibili delle competizioni perchè è li che esce fuori di tutto: bande elastcihe, lacrosse ball, tubi di PVC di varie lunghezze e misure, speed rope. Ognuno ha il suo warmup mirato al WOD che sta per eseguire ed ognuno, ovviamente, lo interpreta in modo diverso attingendo ai warmup standard e mettendoci del suo. Tanto del suo. Spesso ci si interrompe per fare due chiacchiere col vicino di warmup fino a che non viene annunciato l’inizio dei giochi e l’uscita della prima batteria. A quel punto l’attenzione è tutt sul campo di gioco. Studiare il WOD e capirlo è la priorità, osservare le strategie degli altri atelti per capire come affrontarlo e nel contempo scagliarsi contro i guidici per le “norep” chiamate ai tuoi amici o non chiamate agli altri atleti. E comunque fare il giudice non è facile.

Già alla seconda batteria, quando ormai il WOD è acquisito e ben metabolizzato, inizi a guardare le esecuzioni degli altri atleti incitando questo o quello a seconda di ciò che sta facendo. In pratica tutti fanno il tifo per tutti, anche e soprattuto per gli avversari visto che il resto del pubblico, che magari è finito li per caso, non capisce esattamente cosa fanno quelle persone li in mezzo che si agitano come assaliti dal ballo di san vito.

E pi arriva il tuo momento e all’improvviso ti ritrovi sulla linea di partenza con il conto alla rovescia in corso; la testa ti si svuota completamente e per un attimo pensi:”ma chi me l’ha fatto fare?”. Niente paura, dopo due secondi sei già nel bel mezzo del frullatore. I bilancieri volano, ti senti invincibile fino a che inizi a sentire i primi bruciori muscolari e ti assale un bisogno impellente di aria. Respiri veloce, bevendo letteralmente l’ossigeno e ti concentri su quello che stai facendo, non curante degli altri e con il giudice che ti grida le rep buone e quelle no. Ad ogni Norep pensi: “adesso ti strangolo maledetto” ma poi ricordi quando il giudice sei tu e vai avanti cercando di non sbagliare. La fatica aumenta, la tecnica viene meno, “l’ignoranza” si fa strada e mentre senti qualcuno che ti incita urlando il tuo nome ti chiedi quando finirà e se il tuo cuore reggerà anche stavolta. E vai, per inerzia, sfidando quel senso di soffocamento che ti prende mentre il cuore ormai pulsa nelle tempie, vai e non ti fermi fino a che avrai finito, costi quel che costi.

Ad un certo punto ti ritrovi a terra, sfinito, senza ricordare quello che è appena successo, con un bisogno urgente di aria e mentre il giudice ti si avvicina per farti firmare la scorecard, cosa che non riesci a fare quasi mai senza fare uno scarabocchio incomprensibile, pensi: “anche questa è fatta” e incurante di tutto, ti ridai un contegno aspettando il prossimo WOD. Anche questo è CrossFit.

Il podio? Un dettaglio insignificante anche se è bello salirci sopra.

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