Quindici uno

Quindici uno


Notice: Trying to get property of non-object in /var/www/crossfit-lugano/web/wp-content/themes/betheme/includes/content-single.php on line 171

Anche quest’anno è arrivato puntuale il momento del primo WOD di qualificazione agli Open, il 15.1. Un WOD tutto sommato non spaventoso anche se per alcuni i carichi in gioco sono stati notevoli. Una premessa è che per una scelta dei coach, il nostro Box ha deciso di non validare risultati nella categoria “scaled”, chiedendo a tutti i proprio iscritti di partecipare in quella “Rx’d”. Si tratta di una scelta che ha fatto discutere molti ma alla base della quale vi sono varie motivazioni.

In primis, se da un lato è vero che la possibilità di scalare i WOD, introdotta quest’anno, offre la possiilità ad un maggior numero di atleti di partecipare agli Open, è anche vero che per molti il fatto di scalare è ancora la via più facile nel senso ciò viene visto come una scorciatoia per non impegnarsi ad arrivare a fare tutti gli esercizi Rx. Abbiamo più volte sottolineato come la progressioni e le versioni “scaled” dei WOD siano un ottimo sistema per imparare ed arrivare alla fine alla versione Rx ma confrontandoci anche con altri colleghi di altri Box abbiamo avuto la conferma che troppe persone scambiano questa temporanea opportunità di crescita per una condizione di stabilità pensando: “Ok, faccio quello che posso tanto al massimo scalo”, ma senza nemmeno prendere in considerazione l’idea di passare al livello superiore.

Abbiamo più volte sottolineato come la progressioni e le versioni “scaled” dei WOD siano un ottimo sistema per imparare ed arrivare alla fine alla versione Rx 

La seconda considerazione è che un altro fenomeno che di recente si verifica in quasi tutte le competizioni è che atleti all’altezza della versione RX dei WOD, preferiscano invece partecipare alla qualificazioni nella categoria Scaled in modo da avere un maggior numero di chances di ottenere dei punteggi alti e quindi di qualificarsi. Secondo noi ciò costituisce una mancanza di rispetto verso chi invece sceglie la categoria “scaled” perchè è consapevole dei propri limiti e sa di non avere chances partecipando come Rx. Ed anche se nel nostro Box non vi sono “fenomeni” di questo tipo, abbiamo preferito cercare di stimolare tutti quanti a dare il massimo.

Un altro fenomeno che di recente si verifica in quasi tutte le competizioni è che atleti all’altezza della versione RX dei WOD, preferiscano invece partecipare alla qualificazioni nella categoria Scaled 

A quanto pare la scelta operata dai Coach ha dato i suoi risultati, almeno a giudicare dalla leaderboard dove appare chiaramente che anche coloro che pensavano di non fare nemmeno una “rep” si sono invece ritrovati spiazzati dal loro stesso risultato. E’ una cosa già vista lo scorso anno, quando alcuni atleti non volevano affrontare il 14.1 perchè lo ritenevano fuori dalla loro portata ma poi, alla fine, hanno fatto molto più di quello che pensavano di fare. Ed in fondo lo spirito degli open, a meno che non si sia atleti professionisti che puntano ai Regionals, è proprio questo e cioè il fatto di avere un punto di riscontro “certificato” che ci mostri chiaramente dove siamo arrivati e dove possiamo arrivare. Resta sempre l’emozione di fare un WOD con un giudice pronto a distruggere ogni tua rep, sentendo nel contempo tutto il positivo stress della competizione.

Va bene affrontare seriamente il CrossFit ma senza prendersi troppo sul serio. L’importante è divertirsi. 

Per chiudere una nota relativa al 15.1 che ha scatenato sui social network ogni tipo di commento, dai consigli su come affrontarlo al meglio, fino all’analisi frame by frame della sfida Froning-Fraser del tutto personali fatte da molti. Se mai ci fossero dubbi sul fatto che ormai il CrossFit è uno sport e tutti gli affetti, queste manifestazioni stile “bar sport” dove tutti sono coach esperti, ricordando molto il calcio dove tutti sono allenatori, dimostrano che la passione per il CrossFit è sempre più forte. C’è solo da augurarsi che non si perda lo spirito iniziale alla base di questo sport e cioè il divertimento. Va bene essere seri e puntuali negli allenamenti, seguire una programmazione, puntare a risultati eccellenti ma se ciò significa doversi prendere troppo sul serio, senza considerare che le priorità nella vita sono altre, allora potrebbe essere il caso di guardarsi indietro a quando fare CrossFit significava trovarsi nel garage di qualche amico a “tirare su” bilancieri in modo molto casuale e pure un po’ ignorante. Ma divertendosi.

//]]>