Quattordici tre

Quattordici tre


Notice: Trying to get property of non-object in /var/www/crossfit-lugano/web/wp-content/themes/betheme/includes/content-single.php on line 171

Pochi minuti dopo l’annuncio del workput 14.3, già c’era qualcuno che ironizzava sul fatto che questa settimana sarebbe stata senza dubbio la settimana dei fisioterapisti e degli osteopati. Il motivo, ovviamente, il carico crescente di deadlift a cui molti non sono abituati.

Ebbene si, il 14.3 è stao il classico WOD, “ignorante” nel senso che apparentemente non richiedeva particolari doti e skills se non una certa forza ed una certa resistenza. Nessuno degli atleti iscritti agli open ha mai pensato per un momento di lasciarlo perdere, come invece era successo con il 14.2 e questo perchè tutti si sentono in grado di sollevare un bilanciere e di saltare su un cubo di legno. Che poi, a ben vedere, i box jump con la variante “camminata” in definitiva erano veramente alla portata anche di chi non eccelle in quanto a fiato.

la combinazione tra forza e tecnica erano la chiave per avere la meglio su questo workout

Ma quei deadlift invece, sottovalutati dai più, hanno fatto le loro vittime e non solamente tra coloro che noncuranti della tecnica si sono lanciati nel sollevamento da terra di centinaia di kg fiduciosi nel fatto che la loro forza avrebbe fatto tutto il lavoro. E invece no, solo chi ha fatto regolari allenamenti di forza con la tecnica corretta è riuscito a proseguire oltre il terzo round perché proprio la combinazione tra forza e tecnica erano la chiave per avere la meglio su questo workout.

Con il senno di poi, molti hanno già pensato di mettere in programma nei loro allenamenti dei cicli di forza, giusto per non arrivare l’anno prossmo con il fiato corto e la schiena piegata. Per non prlare delle tibie letteralmente dilaniate dal bilanciere. In fondo gli open servono anche a questo. No, non a devastar le tibie ma a capire che per quanto ci si ritenga preparati, per quanto si possa essere il “bulletto” del box, ci sarà sempre qualcosa che non riesce come dovrebbe e richiederà la nostra attenzione più del resto.

Tante sono le skills da allenare e gli esercizi da imparare, tanto che la programmazione da strutturare per arrivare ad un buon livello di allenamento, è frutto di complesse alchimie 

Tante sono le skills da allenare e gli esercizi da imparare, tanto che la programmazione da strutturare per arrivare ad un buon livello di allenamento, è frutto di complesse alchimie che ritroviamo nella programmazione settimanale di WOD e skills che tiene conto del livello di preparazione di ogni partecipante ad una classe, spingendo sempre verso un livello più alto, giorno dopo giorno. Ovviamente va seguita e non ha senso ritirarsi all’ultimo momento da un WOD che si era deciso di fare solo perché “è difficile”. nel CrossFit tutto è difficile, anche il movimento più banale, se l’obiettivo è farlo al meglio delle proprie possibilità.

Andando di metafora possiamo dire che a tutti piace stare a casa nel calduccio del proprio lettino tra le rassicuranti coperte ed i morbidi cuscini ma se passassimo tutta la vita in quel lettino, non riusciremmo mai a cogliere le mille opportunità di miglioramento che ogni giorno incontriamo sulla nostra strada. Magari non sempre si riesce a finalizzarle, queste opportunità, ma di sicuro l’impegno porta sempre a delle piccole/grandi soddisfazioni. la stessa cosa accade anche nel CrossFit ma la “magia” non accade se non tentiamo di andare oltre ciò che sappiamo fare bene.

Ancora una volta gli Open sono l’occasione per rendersi conto che a volte tra la percezione ottimisticamente positiva di se stessi e la realtà, ci sono spesso degli abissi che per fortuna si possono colmare.

//]]>