Quando serve la motivazione

Quando serve la motivazione


Notice: Trying to get property of non-object in /var/www/crossfit-lugano/web/wp-content/themes/betheme/includes/content-single.php on line 171

La motivazione è alla base della buona riuscita di ogni attività umana e su questo non vi sono dubbi. Una persona ben motivata riesce a raggiungere dei risultati che per quella stessa persona erano probabilmente impensabili prima di trovare la motivazione ad agire. Lo sport ed il CrossFit non fanno eccezione ed il fatto di riuscire ad ottenere rapidamente dei risultati singificativamente migliorativi rispetto al momento in cui si è iniziato, è legato indissolubilmente alla motivazione. Certo, come abbiamo avuto modo di dire altre volte, la sola motivazione non basta se non è incanalata nel modo corretto, ma è indubbio che si tratta dell’impulso iniziale che sta dietro ad ogni cambiamento.

Il termine cambiamento è usato in questo contesto come sinonimo di raggiungimento di un risultato giacchè tale fatto implica un cambiamento rispetto allo stato iniziale a prescindere da quale sia. La motivazione diventa quindi il primo passo verso il cambiamento o, nel nostro caso, il miglioramento che non deve essere per forza di tipo atletico ma anche, ad esempio, di tipo comportamentale. Per alcune persone, ad esempio, vincere determinati “demoni” a livello di comportamento può valere quanto per altre riuscire a fare Fran in due minuti. Arrivare in fondo ad un WOD mantenendo sempre un livello alto di concentrazione e di intensità, risulta per molti alquanto difficile ed in questo specifico caso il semplice risultato numerico riportato sulla whiteboard è la sola motivazione a non mollare. Chiaramente è solo un esempio per rendere l’idea del fatto che motivazione ed orientamento al risultato sono assolutamente fattori oggettivi anche in un contesto in cui più persone si ritrovano a vivere la medesima esperienza.

Alla base della motivazione c’è ovviamente il desiderio di produrre un cambiamento o di raggiungere un determinato risultato. 

Alla base della motivazione c’è ovviamente il desiderio di produrre un cambiamento o di raggiungere un determinato risultato.  Non basta dunque scegliersi un obiettivo, ma occorre anche individuare una strategia per poter arrivare al suo conseguimento. In sostanza non è sufficiente esser propositivi e pensare positivo ma serve anche la consapevolezza che “credere di farcela” può non bastare. Del resto è abbastanza chiaro che se uno vuole ad esempio correre 5km in 20 minuti e non ha mai corso prima, gli servirà un serio programma di allenamento per arrivare al suo scopo. Di solito chi si avvicina al CrossFit, così come ad ogni altro sport, vive una fase iniziale puramente conoscitiva nella quale nonostante chi già pratica quello sport, avvisi il soggetto che la strada da fare sarà lunga e richiede particolare impegno anche per poter acquisire le basi, non si rende esattamente conto della portata di questi avvisi e crede di conseguenza di poter fare a modo proprio interpretando soggettivamente gli input ricevuti.

Quella che segue è solitamente un a fase di inadeguatezza in cui la persona inizia a prendere coscienza dei propri limiti e della necessità di cambiare, diciamo meglio di migliorare, in modo da poter essere all’altezza dei suoi compagni di allenamento. Se è infatti vero che da un lato la vera competizione è contro se stessi, è anche vero che senza dei modelli a cui paragonarsi, è difficile rendersi conto della propria situazione. In questa fase, probabilmente la più delicata, la spinta motivazionale sarà determinante poichè se la persona non sarà in grado di automotivarsi, qualora non fosse sensibile alla competizione con gli altri, potrebbe rimanere in questa fase per moltissimo tempo.

Una volta compresa la necesstià di cambiare arriva una nuova fase che è quella in cui si inizia a pianificare il cambiamento

Una volta compresa la necesstià di cambiare arriva una nuova fase che è quella in cui si inizia a pianificare il cambiamento, solitamente consultandosi con il proprio coach alla ricerca di informazioni utili o di semplice “conforto”. Taluni preferiscono ricorrere a fonti esterne come libri, video, materiale su Internet e via discorrendo. Si passa quindi all’azione, cioè a quella fase in cui si inizia ad agire concretamente per migliorare la propria condizione e cambiarla. Questa fase è quella in cui è necessaria la massima painificazione strategica per poter massimizzare i proprio sforzi visto che accettare un cambiamento e soprattutto modificare certe abitudini, può richiedere non solo sacrifici ma anche un grosso sforzo per liberarsi del passato ele sue abitudini consolidate. Ecco che ancora una volta la motivazione diviene un punto fondamentale sebbene una volta passati all’azione, il processo diviene quasi automotivante via via che si conseguono dei risultati anche piccoli ma significativi.

Una volta raggiunto il proprio scopo, in condizioni normali, ci sarebbe la fase di mantenimento che però nel caso specifico non arriva mai poichè la fase di azione, spinta dalla necessità di migliorarsi per non sentirsi inadeguati, porta alla ricerca di risultati sempre nuovi e diversi. Sebbene tale fase possa sfociare nell’ossessione, è pur vero che nello specifico del CrossFit, le cose da imparare sono talmente tante che un’eventuale ricerca della perfezione è pressochè infinita.

la pratica del CrossFit fornisce da sola forti motivazioni anche a quegli individui che non hanno ben chiari quali obiettivi perseguire all’inizio del loro percorso 

Tutto questo discorso per dire che solitamente la pratica del CrossFit fornisce da sola forti motivazioni anche a quegli individui che non hanno ben chiari quali obiettivi perseguire all’inizio del loro percorso e che presto, tali “presunti obiettivi” divengono solo dei mezzi per scatenare la motivazione iniziale che poi, generalmente, si alimenta da se. Quindi il fatto di pensare di non riuscire a compiere determinate azioni dovrebbe essere non già un motivo di frustrazione ma più utilmente la molla che apre le porte al miglioramento, trasformando il fatto di non sentirsi all’altezza in un punto di forza da utilizzare come leva per ottenere come risultato il suo superamento.

//]]>