Mobility, non Stretching.

Mobility, non Stretching.


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Tanto per chiarire subito, quando nel CrossFit si parla di Mobility si intende una serie di movimenti eseguiti generalmente durante la fase di riscaldamento, i quali hanno il compito di preparare la muscolatura al successivo WOD, apportando nel frattempo una serie di benefici, sia immediati, che a lungo termine, a tutto l’organismo. Il concetto di Mobility va ben oltre quello di stretching dato che, come sostiene l’ideatore di Mobility Wod, il Dott. Kelly Starret, mentre lo stretching si occupa solamente dell’allungamento dei muscoli, la mobility che si fa ad inizio WOD oltre ad allungare ed accorciare i muscoli, comprendendo quindi lo stretching, si occupa anche la ROM (range of motion) delle articolazioni, della tensione muscolare dei tessuti  molli, della coordinazione neuromuscolare, della propriocezione, della biomeccanica del posizionamento, della stabilizzazione del core oltre al trasferire agli atleti la perfetta conoscenza di ogni movimento. E’ abbastanza chiaro che parlando di mobility va ben oltre il semplice concetto si stretching.

E’ abbastanza chiaro che parlando di mobility va ben oltre il semplice concetto si stretching. 

Non stupiamoci quindi se oltre al “mini wod” di riscaldamento ci troviamo spesso a dover aver a che fare con lacross ball, elastici giganti e rulli di gomma. E’ tutta una questione di preparare al meglio i propri muscoli e le proprie articolazioni ad affrontare il successivo WOD. E non c’è niente come una sessione di mobility per scongiurare ogni tipo di infortunio e riscaldare al meglio tutto il corpo con particolare attenzione verso quei muscoli che saranno più coinvolti nel WOD. Migliore la propria mobilità significa infatti anche essere in grado di eseguire movimenti più ampi e più corretti che, in ultima analisi, si traducono in una performance più sicura e performante.

Lavorare sulla mobilità articolare è molto importante per svariate ragioni 

Lavorare sulla mobilità articolare è molto importante per svariate ragioni, prima fra tutte la diminuzione del rischio di infortunio poiché con la massima mobilità vi sono veramente poche cose “fuori posto” nel senso che con la corretta mobilità impedisce di fare movimenti improvvisi a carico di certe articolazioni, particolarmente esposte ad infortuni causati, ad esempio, da torsioni incontrollate. La mobilità aiuta anche a migliorare l’efficienza dei movimenti poiché facendo mobility ed ascoltando attentamente le reazioni del proprio corpo, si impara come muovere le articolazioni secondo schemi che non ostacolano i movimenti naturali ma che , anzi, li facilitano. Ad esempio sollevare un peso da terra utilizzando i fianchi e le gambe anziché la schiena fa si che il solo vincolo alla mobilità sia il peso stesso e non deficienze strutturali dovute ad un utilizzo scorretto delle articolazione e della muscolatura. Ciò comporta ovviamente anche un miglioramento netto della performance nel WOD e più in generale nella vita quotidiana grazie al fatto che si impara a utilizzare al meglio i muscoli adatti ad ogni movimento, attivandoli con tempismo; saltare conoscendo l’importanza di estendere i fianchi, ed esempio, migliora la qualità del salto in senso verticale.

Mobility significa, in ultima istanza, mettersi nella condizione di poter sfruttare al massimo le potenzialità del proprio corpo in modo ottimale e sicuro e di ciò è bene tenere conto prima di lamentarsi, come molti fanno, di certi dolori post-WOD che si sarebbero potuto evitare semplicemente ponendo maggior attenzione alla sessione di mobility che accompagna ogni classe.

 

 

 

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