L’unione fa la forza

L’unione fa la forza


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Come più volte abbiamo avuto occasione di dire, nel CrossFit la comunità è tutto e chi ha seguito lo scorso weekend gli Invitational di Berlino su Eurosport o EPSN avrà certamente notato che lo spirito di unione del CrossFit va ben oltre la propria squadra, tanto che gli atleti che avevano terminato la loro prova, andavano sistematicamente ad incoraggiare gli avversari. Non esistono molti altri sport in cui chi vince va ad incitare l’avversario a portare in fondo la propria prestazione ma lo spirito di squadra, nel CrossFit non è tanto quello del team in cui ci si ritrova a gareggiare, quanto quello del fatto di essere parte del CrossFit e di condividere con gli altri quel determinato moneto; sia esso una gara o un allenamento.

Non è che chi pratica il CrossFit non ami vincere, dato che un sano spirito competitivo spesso fa la differenza tra una buona prestazione ed una mediocre, ma vuol dire più semplicemente che al di la della gara, sono le persone che contano. 

Questo non significa che chi pratica il CrossFit non ami vincere, dato che un sano spirito competitivo spesso fa la differenza tra una buona prestazione ed una mediocre, ma vuol dire più semplicemente che al di la della gara, sono le persone che contano. Questo concetto di comunità e di condivisione della prestazione al di la del risultato, rende ogni WOD in gruppo è un’esperienza unica ed altamente motivante oltre che a spingere chi si allena a dare sempre il meglio che può. Il gruppo è infatti una delle situazioni più motivanti in senso assoluto poiché, anche se non in modo volontario, le persone tendono a sfidarsi tra di loro e ciò porta ad un innalzamento della soglia prestazionale.

Uno studio pubblicato nel 2012 da Brandon Irwin, un assistente di kinesiologia dell’ Università di stato del Kansas e da alcuni suoi colleghi dal titolo “The Köhler Effect: Motivation Gains and Losses in Real Sports Groups“, ha mostrato che chiunque tende a lavorare più duro durante un allenamento di gruppo poichè vi è la percezione di essere più forti ed avere più energia. Si tratta di un fenomeno conosciuto in psicologia sportiva come effetto motivazionale di Köhler che prende il nome dal Dott. Otto Köhler che per primo fece degli esperimenti in proposito nel anni ’20 dello scorso secolo e sul quale in seguito sono stati basati svariati studi tra cui anche uno molto interessante pubblicato dalla “Society for personality and social psychology” dal titolo “Psychological Mechanisms Underlying the Köhler Motivation Gain“.

Nello studio di Irwin si sostiene che fare attività fisica insieme ad altre persone può arrivare a portare miglioramenti della performance anche nell’ordine del 200%.  

Nello studio di Irwin si sostiene che fare attività fisica insieme ad altre persone può arrivare a portare miglioramenti della performance anche nell’ordine del 200%. Esiste però una soglia oltre la quale la motivazione decade e l’allenamento in gruppo diventa un fatto negativo e cioè quando il soggetto che si allena, si trova di fronte ad altri compagni di allenamento molto superiori a lui in termini di prestazioni. Sembra infatti che “l’interruttore” che fa scattare la molla motivazione e prestazionale sia la consapevolezza che nel gruppo c’è qualcuno con delle capacità leggermente superiori alle nostre che viene identificato come colui da superare. Ecco perché è fondamentale che un gruppo di allenamento sia il più eterogeneo possibile.

Un altro aspetto dello studio è che allenarsi con “partner virtuali”, tipo quelli proposti dalle varie console di gioco, non ha la stessa spinta motivazionale a fare meglio che invece c’è quando si lavora con delle persone vere. La natura stessa dei partner virtuali, generati da una macchina, fa si che a qualunque risultato sia opponibile la scusa che loro hanno prestazioni migliori perchè gestiti da un computer. Allenarsi con persone vere e confrontare i risultati, anche a distanza, si è invece rivelato il metodo più motivante per migliorare la propria prestazione.

Insomma ora che sapete per quale ragione riuscite a portare a termine un WOD durissimo dopo una già dura giornata di lavoro, la prossima volta che nel vostro gruppo trovare qualcuno che fa meglio di voi, sappiate che è proprio questo suo comportamento ad influenzare il vostro risultato e viceversa. Anche questo è CrossFit.

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