Puoi fare meglio? Dimostralo.

Puoi fare meglio? Dimostralo.


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Come ad ogni qualifica per gare di un certo livello, dove anche le categorie “scaled” sono messe duramente alla prova e chiamate ad eseguire WOD di qualifica vicinissimi ai limiti, anche questa edizione di Fall-Series ha dimostrato che per essere in grado di competere ai livelli top occorre pensare da “professionisti” affrontando la preparazione alle qualifiche e successivamente alle gare, con un approccio sistematico e metodico che molto ricorda quello della preparazione di gare in altre discipline sportive. Sebbene non esista esplicitamente un professionismo nel CrossFit, è abbastanza chiaro che tale via si sta delineando sempre più, sia per il crescente livello di certe competizioni, sia per quanto riguarda le prestazioni degli atleti.

In questi giorni di qualifiche e di WOD che hanno messo in dificoltà anche i migliori si sono spesso sentite affermazioni del tipo: “Ma tizio è meno forte di me, come ha fatto a fare un punteggio più alto?”. A questo punto molti si lasciano prendere da fantasiose teorie che parlano di doping, pompaggio, video taroccati, “norep” non contate e quant’altro. Senza le prove è meglio evitare questo tipo di attacchi che non portano a niente visto che alla fine a contare, fino a prova contraria, sono solo i risultati.

Alla domanda su come ha fatto Tizio a realizzare i suoi punteggi, si può rispondere solo con una risposta e cioè che Tizioha  seguito una scrupolosa preparazione che va ben al di la delle quotidiane classi che ogni giorno i box propongono ai loro membri.

Che vi siano svariati programmi che i cosiddetti “competitors” possono seguire non è un mistero e sebbene tutti a modo loro sono validi e possono portare a dei risultati di rilievo, c’è una componente che fa la differenza e cioè l’atleta. Una sessione di allenamento media di un competitor dura dalle due alle tre ore e spesso vi sono due sessioni in un solo giorno. Ciò implica in primis una grande volontà e determinazione perchè non tutti i giorni uno è al 100% ma deve comunque affrontare l’allenamento a prescindere dal suo stato. Secondariamente serve un grande spirito di sacrificio che si esplicità trovando il tempo per allenarsi, visto che non tutti hanno a disposizione l’intera giornata ma magari devono conciliare allenamento e lavoro ed ancora seguendo uno stile di vita regolare che si basa su un’alimentazione calibrata, cadenzata e controllata, su un sufficiente numero di ore di riposo ed in generale sull’evitare ogni tipo di esagerazione.

Niente di nuovo per chi pratica sport visto che in qualunque disciplina sportiva i risultati si conseguono solo con dedizione, impegno e sacrificio e che per nessun atleta è facile riuscire a conciliare i contingenti problemi di una vita quotidiana con l’attività sportiva. Eppure, in tutto il mondo, migliaia di atleti in ogni disciplina fanno esattamente questo: si allenano duramente per inseguire i risultati e tengono d’occhio i loro concorrenti non tanto per trovare un motivo in più per giustificare la loro mancanza di impegno, ma per avere invece dei benchmark oggettivi da superare.

Detto questo, provate ad andare ad assistere ad un allenamento degli atleti più forti, di quelli che stanno in testa alla qualifiche ed alle leaderboard e se potete passate un po’ di tempo con loro, condividendo anche il loro quotidiano fuori dal box e vi accorgerete che la differenza sta proprio nell’aver impostato la loro intera esistenza sul conseguimento del risultato. Sicuramente uno spunto di ispirazione per chi vuole arrivare ad ottenere di più dal proprio CrossFit o si vuole avvicinare al mondo delle competizioni. Scoprirete anche persone umili, ragazzi giovani che molto spesso celano una grande timidezza ed insicurezza dietro al loro fare spavaldo e che a differenza di molti loro coetanei hanno scelto un modo di divertirsi che i più non riusciranno mai a capire.

Andate a trovarli, seguiteli e scoprirete che la loro vita è ben diversa da quella che avreste potuto immaginare seguendoli sui social network e che per fare quello che fanno loro, come lo fanno loro, ci vogliono veramente gli attributi. Quindi la prossima volta che vi ritroverete a partecipare ad una qualifica i cui WOD sono impegnativi, non prendetevela con Tizio che ha fatto meglio di voi senza sapere cosa c’è dietro veramente e non criticate chi fa bene. magari inventandovi storie di doping o chissà che altro. E se proprio dovete fare delle critiche negative, evitate di farle davanti ad una pizza, magari con una birra in una mano ed una sigaretta nell’altra e provate a fare meglio. In fondo le gare sono aperte a tutti.

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