Gli open al Box

Gli open al Box


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La premessa a questo post è che per organizzare meglio lo svolgimento dei WOD degli OPEN 2015 e scambiarsi velocemente tutte le informazioni all’interno del box, i Coach hanno creato un gruppo chiuso su Facebook che, per iniziativa di alcuni dei nostri membri, si è trasformato in una sorta di diario degli Open sul quale hanno cominciato a fluire le testimonianze sui vari WOD. Ci è piaciuta molto questa iniziativa spontanea che ci ha permesso di capire come molti dei membri della nostra community che magari non sempre si esprimono apertamente, vivono il “loro” CrossFit, tanto che abbiamo chiesto loro di rendere pubblici alcuni dei loro post con l’intento di condividere quello che sono gli OPEN nella nostra piccola comunità ai piedi delle Alpi.

Iniziamo da Antonio il quale sintetizza tutto scrivendo: “cosa mi sarei perso se non mi fossi iscritto all’ultimo momento a questi Open!?!!!! Mi son piallato le corde vocali a forza di incitare ma … hey I guess that’s CrossFit for real!

Laura, sul suo 15.1 scrive: “Sentirsi nella terra di mezzo” / open 15.1
Come molti sapranno il mio obiettivo principale, visti i miei problemi con i t2b era di almeno chiuderne 15 nei 9 minuti… ero riuscita abbastanza bene nei primi 5 poi, niente le gambe non salivano più.. dopo un po’ ho iniziato a pensare ‘dai provaci fino alla fine, ma mi sa tanto che i minuti rimasti non ti basteranno’… poi da lontano vedo Claudia  che mi urla qualcosa.. e benché il suo ‘datti lo slancio’ non avrebbe trovato un senso logico nei miei movimenti ho solo cercato di cambiare approccio.. e così è stato infilandone un po’…Sono riuscita a finirli e arrivare alla prima rep di snatch che con la mia pessima tecnica (e poca concentrazione) non voleva salire proprio. si chiude così il 15.1, e cerco di concentrarmi sul 15.1A.. che dire la mia scarsa tecnica e la poca concentrazione mi hanno fatto confermare solo il mio massimale… puntavo di più e so che era nelle mie possibilità, ma ho concluso comunque la mia esperienza contenta. Poi a parte ho fatto il wod in versione scaled… e sapete che vi dico? farlo ufficialmente scaled non mi avrebbe dato quella scarica di adrenalina nell’affrontare il ‘difficile’ che mi ha dato farlo ufficialmente rx. Gli open in rx sono una sfida ad un livello che per me è ancora veramente duro affrontare… gli scaled un bel wod da poter affrontare tutti i giorni al box… sentirmi nella terra di mezzo tra scaled e rx mi spinge solo a migliorarmi ancora di più. E un grazie immenso a chi crede nelle mie capacità anche quando io per prima non lo faccio, siete la mia forza. Go hard can’t lose.”


Letizia: “Se ci penso mi viene in mente solo un immagine. Un gran muro sbattutto in faccia. Duro. Doloroso. Invalicabile. Quando la mattina l’ho letto ho fatto finta di non capire bene i kg dello snatch, e mi sono detta. Bene! I TTB possiamo farli senza troppi problemi, i DL riposo e gli snatch sarà dura ma possibile. Ahah quando si dice di lasciare l’ego fuori dalla porta! Pesavano! E più mi dicevo tirarli su: più pesavano!! Più volevo spingerli in alto con la tecnica più il movimento era decisamente a forza di ignoranza. Non lo so. Ho sentito il limite, il mio limite, e la cosa strana sapevo perfettamente che nella calma, se solo l’avessi fatto senza mettermi tutta quella pressione potevo tirarlo su, non 5 volte ma forse una … forse 2… e più mi dicevo questo (ben 7 min di pensieri a ruota libera) più perdevo fiducia in me. 

Ad essere oneste dal secondo tentativo ho smesso di sentire quello che volevo,ho smesso di sentire il mio corpo, ho smesso di concentrarmi, ho chiuso il mio desiderio di tirarlo su da qualche parte dentro di me, ho smesso di essere presente, non sentivo più niente. Solo rabbia, solo frustrazione, solo odio. Sono queste emozioni che hanno fatto si che 34kg, fossero come 50kg. Che non mi hanno fatto agire con tecnica, con calma, che non mi hanno fatto capire che dovevo solo squattare un po’ di più (anche se Greg continuva a ripeterlo). Sono queste emozioni che non mi hanno resa fiera del mio wod, il risultato forse non sarebbe cambiato, ma decisamente l’ho affrontato con l’emozioni sbagliate. 

Quello che posso dire: quando cerco l’energia da qualche parte dentro di me, nella rabbia, nel odio, pensando che sono più forti, indipendetemente dal risultato finisco il wod sempre scontenta. Lo sto capendo da poco, ma quando il coach dice divertitevi, forse intende questo: affrontare il wod sereni, accettando i limiti, apprezzando di avere dei limiti, divertendosi nel fare semplicemente svagare il nostro corpo. Lezione imparata! In questi giorni ho avuto dei risultati molto migliori di quello che pensavo, perchè dopo che si fallisce si è sempre un po’ più forti, ma soprattutto perchè mi diverto, mi voglio divertire.., perchè lo faccio per il mio corpo e non per il mio ego (durera 6 giorni, forse meno questa mia umiltà ma grazie CF che me lo ricordi tutte le volte che lo dimentico)


Coach Fox ha scritto:  “Pre WOD 15.1a dico al mio judge Nico che farò 3 tentativi 87/97/102…
Nei primi 25 secondi Dade alza i sui 95 e Fox i suoi 97….
A 31 secondi Dade dichiara 105….
A 37 secondi guardo il bilanciere di Dade e cerco conferma dei 105 pensando che se volevo superarlo dovevo fare ancora 2 lifts oppure salire subito a 107….. e guardo l’orologio…..
A 45 secondi decido di non cambiare strategia e continuare con i 102.
A 59 secondi guardo Davide che mette la piastra da 2,5 per confermare i sui 105……
A 1:18 alzo i 102 (partenza da fabbro e chiusura da fabbro come direbbe un mio conoscente) e guardo subito l’orologio per vedere il tempo rimasto.
A 1:28 Dade guarda se la mia alzata e’ buona…. Check !!! Ed il bastardone…… si allontana per non darmi il vantaggio di vedere subito il suo tentativo (mortacci suaaaa, come direbbe un’altro mio conoscente)….
Poco importa decido per i 107 e spero che Dade tiri su i suoi 105….
1:40 carico altri 5kg, Giovanni e Nico stanno pensando …… (Caxxo fa il coach ? ) muhahahaha !!!!
Metto il 107
Dade fallisce il 105 e mette all’ultimo secondo i 100.
In poco più di 90 secondi …. Succede tutto questo !!! That’s CrossFit, and I fucking love it.
COSA mi ricordo del mio 15.1 ??
La delusione delle mie 116 rep della prima parte del WOD e del crollo nei T2B, …… perché ? Perché devo migliorare dove fallisco. Nelle batterie pensate sempre a voi stessi e se siete competitivi cercate sempre dei compagni di WOD che vi spingano oltre ogni limite.”


Sergio racconta il suo 15.1 in questo modo: AMRAP 9′, t2b, DL, snatches… Voglio parlarvi solo di questa tripletta, perché 15.1a vien da se, e tanto “everybody likes lifting”.

Credendo di padroneggiare bene i t2b ed essendo gli stacchi ad un peso più che accessibile, nella fase di riscaldamento e a livello mentale mi ero concentrato sugli strappi, che invece arrivavano ridicolosamente vicino al mio 1RM.
Tutto il resto non sembrava un gran problema: spezza le serie, salva la presa… La mia strategia era di macinare ripetizioni sui t2b per guadagnare il tempo extra che mi serviva sugli strappi, ma soprattutto per darmi quell’iniezione di fiducia e quella sensazione di forza che sono il fuoco di ogni wod.

Non sapevo però che questa confidenza nella ginnastica aveva compromesso il mio 15.1 ben prima che cominciasse. Perché nei mesi precedenti, tutte le volte che vedevo scritto “toes to bar” alla lavagna mi sentivo sicuro di me e pensavo solo ad andare più in fretta, senza accorgermi che la forma del mio movimento non rientrava negli standard. Forse proprio la troppa fiducia mi aveva portato a non considerare le correzioni dei coach con la stessa attenzione che avrei prestato per altri movimenti.

E così mi sono ritrovato imbrigliato nelle “NOREP!!!” a dover correggere il movimento alla bell’e meglio, mentre il tempo scorreva, la presa scemava, e la mia prestazione andava in fumo.

Credere nei propri mezzi è una prerogativa indispensabile di ogni sportivo, tuttavia ciò non deve degenerare nell’orgoglio. L’orgoglio offusca il giudizio, infanga il rispetto verso compagni e allenatori, e può condurre un atleta agli errori peggiori.

Da Quindici Uno traggo l’ennesima lezione di umiltà. Seppur nello spirito ludico di un wod fatto per divertirsi, grazie alla cornice competitiva ho scoperto un mio punto debole là dove non l’avrei mai cercato. Ho sempre apprezzato questa massima ma ora ne capisco la vera importanza: “be humble like is your first day in the box”.

E voi, amici degli altri box, come raccontereste i vostri OPEN?

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